Officine Municipali · Atina

La storia

Da "Atina potens" alle Officine di oggi.

Arroccata su un colle che domina la Valle di Comino, in provincia di Frosinone, Atina custodisce un patrimonio storico e archeologico formatosi nel corso di oltre duemila anni. Il suo centro storico, raccolto intorno a Piazza Saturno e al Palazzo Cantelmo, conserva testimonianze delle diverse civiltà che hanno attraversato il territorio. Oggi Atina fa parte dell’associazione I Borghi più belli d’Italia ed è riconosciuta dal Touring Club Italiano con la Bandiera Arancione.

Atina potens: una città antica e operosa

La tradizione attribuisce la fondazione della città al dio Saturno, nella mitica età dell’oro, e include Atina tra le cosiddette città saturnie del Lazio insieme ad Alatri, Anagni, Arpino e Ferentino. Al di là del racconto leggendario, le fonti storiche attestano l’esistenza di un importante insediamento preromano: probabilmente volsca in origine, Atina entrò successivamente nell’orbita sannitica e fu infine conquistata da Roma, divenendo prima prefettura e poi municipio.

La posizione lungo l’antico collegamento tra Sora e Casinum e la vicinanza alle risorse minerarie del Monte Meta contribuirono alla rilevanza economica e strategica della città. Nel VII libro dell’Eneide, Virgilio la ricorda tra i centri impegnati a preparare armi per Turno e la definisce Atina potens: Atina potente.

È a questa immagine di una comunità attiva, produttiva e capace di mettere le proprie competenze al servizio del territorio che si richiama il nome delle odierne Officine Municipali. Non più officine dedicate alla lavorazione del ferro, ma spazi contemporanei nei quali sviluppare cultura, progettualità, collaborazione e servizi per la comunità.

Anche Cicerone, nell’orazione Pro Plancio, celebrò Atina come «madre di molti uomini illustri». Le vicende medievali, i terremoti e le successive ricostruzioni ne hanno modificato l’aspetto senza cancellarne l’identità, ancora oggi leggibile nelle mura antiche, nei resti di epoca romana, negli edifici religiosi e nei palazzi che caratterizzano il centro storico.